La quinta stagione di The Boys è ora disponibile su Amazon Prime!

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The Boys season 5

La quinta stagione di The Boys arriva sia come culmine che come escalation—un climax brutale e oscuro e satirico di una delle narrazioni di supereroi più sovversive della televisione. Dalla sua debutto, la serie — sviluppata da Eric Kripke e basata sul fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson — ha dissezionato l’idea di eroismo, smascherando la marcescenza sotto la cultura delle celebrità, l’avidità aziendale e il potere autoritario. Nella quinta stagione, queste idee raggiungono le loro proporzioni più mitologiche, tracciando parallelismi sempre più evidenti con gli dèi e le leggende della mitologia greca.

Prima di leggere questo articolo, presumiamo che tu abbia già letto il nostro vecchio articolo su come la mitologia greca abbia influenzato The Boys. Lì viene spiegato come i Boys siano stati influenzati dalla Justice League, che a sua volta era originariamente influenzata dagli dèi greci.

Trailer della quinta stagione di The Boys

Piuttosto che continuare semplicemente la storia, questa stagione sembra l’atto finale di una lunga tragedia—una che riecheggia l’ascesa e la caduta delle figure divine nell’antico mito. Attraverso i suoi personaggi, conflitti e temi, la quinta stagione trasforma il supereroe moderno in qualcosa di più vicino a un capriccioso olimpico, rivelando che la distanza tra dèi e mostri è spesso trascurabile.


L’arco culminante della quinta stagione di The Boys

La quinta stagione riprende dopo il caos crescente. Il mondo non è più solo inquieto riguardo ai supereroi—noti come “Supes”—ma è apertamente fratturato da loro. I governi vacillano sul collasso, le corporazioni esercitano più influenza delle nazioni e la linea tra salvatore e tiranno si è completamente dissolta.

Al centro di tutto questo c’è Homelander, la cui evoluzione in un autocrate a tutti gli effetti definisce il tono della stagione. Non più limitato dalle pubbliche relazioni o dalla paura delle conseguenze, abbraccia un ruolo simile a quello di un dio-re. I suoi seguaci lo venerano con un fervore che sfiora il fanatismo religioso, creando un riflesso agghiacciante dei culti della personalità nel corso della storia.

A contrapporsi ci sono i membri frammentati dei The Boys, guidati da Billy Butcher, la cui discendenza morale rispecchia proprio il male che cerca di distruggere. L’uso del Compound V da parte di Butcher—e il prezzo che ne ha sul corpo e sulla psiche—lo posizionano come un antieroe tragico, qualcuno che sacrifica la sua umanità in cerca di vendetta.

Nel frattempo, Starlight emerge come un faro di resistenza, cercando di radunare sia umani che Supes contro la crescente tirannia di Homelander. Il suo arco narrativo nella quinta stagione è quello di una leadership riluttante, riecheggiando figure mitologiche catapultate in posizioni di responsabilità che né cercavano né desideravano.

La stagione si avvicina a uno scontro inevitabile—uno che sembra meno uno scontro tra supereroi e più un confronto cosmico.


Homelander come Zeus moderno

I parallelismi tra Homelander e Zeus diventano particolarmente evidenti nella quinta stagione. Come Zeus, Homelander occupa la posizione di potere più alta, governando su altri “dèi” (Supes) e sugli umani allo stesso modo. Le sue abilità—volo, vista calorifica simile a fulmine, invulnerabilità—rafforzano ulteriormente questo paragone.

Tuttavia, mentre Zeus viene spesso rappresentato come una forza imperfetta ma stabilizzante nel cosmo, Homelander rappresenta un’interpretazione più oscura. Incarna i peggiori aspetti dell’autorità divina: ego incontrollato, crudeltà e un bisogno insaziabile di adorazione. Proprio come Zeus in certi miti, egli pretende lealtà e punisce il dissenso con un’efficienza spietata. Eppure Homelander manca dell’equilibrio mitologico che Zeus a volte offre; non c’è un ordine superiore che lo governi.

Questo rende Homelander meno un sovrano e più un tiranno—un’evoluzione dell’archetipo olimpico priva di qualsiasi qualità redentrice. Il suo rapporto con il figlio rispecchia anche schemi mitologici, in cui i discendenti divini diventano sia eredità che minaccia, ricordando i conflitti generazionali visti nelle storie di Zeus e Crono.

Riepilogo della quarta stagione di The Boys

Butcher come eroe tragico: echi di Eracle e Achille

L’arco narrativo di Billy Butcher nella quinta stagione risuona fortemente con figure come Eracle e Achille. Come Eracle, Butcher è definito da una forza immensa e da una determinazione quasi sovrumana a completare i suoi “lavori”—in questo caso, la distruzione di Supes. Eppure il suo percorso è segnato da sofferenza, perdita e compromessi morali.

L’uso del Compound V agisce come una sorta di dono maledetto, simile ai doni divini concessi agli eroi greci. Sebbene dia a Butcher il potere di opporsi a Homelander, lo corrode anche dall’interno, sia fisicamente che emotivamente. Questa dualità rispecchia la natura tragica di Achille, la cui invincibilità è minata dalla sua fatale vulnerabilità.

Nella quinta stagione, le scelte di Butcher diventano sempre più estreme, sollevando la domanda se sia ancora un eroe. Come molte figure della tragedia greca, è mosso da un’ossessione unica che alla fine porta alla sua rovina—o almeno a conseguenze irreversibili.


La luce delle stelle e l’archetipo della Dea riluttante

Starlight incarna un archetipo mitologico molto diverso. Il suo percorso si allinea con figure come Atena, che rappresentano saggezza, giustizia e pensiero strategico.

Nella quinta stagione, Starlight diventa il centro morale della narrazione. Mentre altri soccombono alla rabbia o alla disperazione, lei si sforza di mantenere un senso di giustizia e compassione. Tuttavia, questo ruolo comporta una pressione immensa. Come Atena, deve affrontare conflitti complessi, bilanciando idealismo e pragmatismo.

La sua crescente influenza sia tra gli umani che tra i Supes la posiziona come un contrappunto a Homelander—un simbolo di cosa potrebbe essere il potere se guidato dall’empatia piuttosto che dall’ego. Eppure la stagione esplora anche il costo di questa responsabilità, mentre Starlight si confronta con il dubbio, la paura e il peso della leadership.


La caduta di Supes e il parallelo della Titanomachia in The Boys Stagione 5

Uno dei parallelismi mitologici più sorprendenti nella quinta stagione è la sua somiglianza con la Titanomachia—la grande guerra tra generazioni di dèi. In The Boys, questo conflitto viene reimmaginato come una battaglia tra diverse fazioni di Supes e gli umani che cercano di rovesciarli.

L’idea di rovesciare una classe dirigente di “dei” è centrale in entrambe le narrazioni. Proprio come Zeus e i suoi fratelli si ribellarono ai Titani, i personaggi di The Boys cercano di smantellare il sistema oppressivo creato dalla Vought e imposto da figure come Homelander.

Tuttavia, la serie sovverte il mito mettendosi in dubbio se sostituire un sovrano con un altro cambi davvero qualcosa. Se il potere inevitabilmente corrompe, allora qualsiasi vittoria potrebbe semplicemente preparare il terreno per un nuovo ciclo di tirannia.


Corporate Olympus: Vought come Monte Olympus

La società Vought International funziona come un equivalente moderno del Monte Olimpo. È la sede del potere dove vengono prese le decisioni che riguardano l’intero mondo, spesso con scarso riguardo per le vite umane.

Nella quinta stagione, l’influenza di Vought diventa ancora più subdola. Non è più solo una corporazione, ma un’entità quasi governativa, che plasma politica, media e percezione pubblica. Questo rispecchia il ruolo dell’Olimpo come centro dell’autorità divina, dove gli dèi dettano il destino dei mortali.

Eppure, a differenza dell’Olimpo mitologico, Vought non è mossa dall’ordine cosmico ma dal profitto e dal controllo. Questa distinzione sottolinea una delle critiche centrali della serie: che le istituzioni moderne possano esercitare un potere divino senza alcuna delle responsabilità o scopi tradizionalmente associati alla divinità.


Temi di potere, corruzione e culto

Alla base, la quinta stagione rafforza i temi centrali che hanno definito The Boys fin dall’inizio.

La natura corrutrice del potere

La serie sostiene che il potere, se lasciato incontrollato, porta inevitabilmente alla corruzione. Questa idea è incarnata più chiaramente in Homelander ma si riflette anche in personaggi come Butcher, che iniziano a rispecchiare il male che combattono.

Il pericolo dell’idolatria

Uno dei temi più costanti della serie è il pericolo di mettere gli individui su piedistalli. Il culto di Supes in The Boys parallela la riverenza degli dèi nell’antica mitologia, evidenziando quanto facilmente l’ammirazione possa trasformarsi in cieca devozione.

La fragilità della moralità

La quinta stagione sottolinea che la moralità non è assoluta, ma è costantemente messa alla prova dalle circostanze. I personaggi sono costretti a fare scelte impossibili, sfumando il confine tra giusto e sbagliato.


Un finale tragico nello spirito del dramma greco

Man mano che la stagione si avvicina alla conclusione, adotta la struttura di una tragedia greca. C’è un senso di inevitabilità negli eventi che si svolgono, come se i personaggi fossero vincolati dal destino a raggiungere un climax catastrofico.

Proprio come le tragedie di Sofocle o Euripide, la storia non offre soluzioni facili. Invece, affronta il pubblico con le conseguenze dell’hybris, della vendetta e dell’abuso di potere.

Che sia per la caduta di Homelander, il sacrificio di Butcher o il futuro incerto di Starlight, la quinta stagione concluderà la storia di The Boys.


I ragazzi: miti moderni per un’epoca cinica

La quinta stagione di The Boys eleva la serie da una satira oscura di supereroi a qualcosa di più vicino alla mitologia moderna. Attingendo alle strutture e agli archetipi del mito greco, riformula i suoi personaggi come dèi, eroi e mostri—figure le cui lotte riflettono questioni senza tempo sul potere, la moralità e la natura umana.

Eppure, a differenza dei miti tradizionali, The Boys non offre alcun senso confortante di ordine o giustizia. Il suo mondo è caotico, i suoi eroi imperfetti e i suoi dèi profondamente spezzati. Così facendo, cattura le ansie dell’epoca moderna, in cui le istituzioni esercitano un immenso potere e la linea tra eroe e cattivo è sempre più sfumata.

In definitiva, la serie suggerisce che le storie che raccontiamo sugli eroi—e il modo in cui scegliamo di credere in loro—dicono tanto su di noi quanto sulle figure stesse. Come i miti dell’antica Grecia, The Boys funge sia da intrattenimento che da racconto di avvertimento, ricordandoci che la ricerca del potere senza responsabilità può portare non alla grandezza, ma alla rovina.


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